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Conto Termico 2.0: Alcuni Chiarimenti per non incorrere al rigetto della pratica.

Come già a conoscenza di molti il Conto Termico 2.0 è un contributo erogato dallo Stato che incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni. Dall’avvio del meccanismo ad oggi sono pervenute circa 157 mila richieste di incentivi in tutta Italia, alle quali corrisponde un ammontare di incentivi impegnati di 454 milioni di Euro, 24 milioni in più rispetto al mese precedente (Novembre)  per effetto delle nuove richieste di incentivazione ammesse al meccanismo. Con il Conto Termico ad esempio alcuni interventi riservati ai Soggetti Privati sono l’installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e la SOSTITUZIONE di generatori a biomasse o a gasolio/carbone con altri generatori a biomasse e qualsiasi generatore di calore con pompe di calore, condizionatori, etc…

Il contributo infine viene erogato mediante bonifico bancario, dopo richiesta per invio telematico, direttamente sul conto corrente del richiedente (Soggetto Responsabile) che ha effettuato l’intervento. Di fatto nella maggior parte dei casi è una sorta di CONTRIBUTO di ROTTAMAZIONE del vecchio generatore con nuovi generatori alimentati dalle fonti rinnovabili. Dettagli sul meccanismo del Conto Termico 2.0 sono stati ampiamente indicati e discussi negli articoli precedenti e nella pagina del sito dedicata all’argomento.

Tuttavia sono recentemente aumentate le istanze rigettate in quanto difformi dalle Regole Applicative e dagli Articoli indicati nel decreto del Conto Termico ovvero il D.M. 16/02/2016. Vediamo perchè e cosa bisogna fare per evitare di vedersi la pratica rigettata.

In particolar modo verranno esaminate due casistiche che riteniamo le più frequenti:

  1. Sostituzione del generatore per la climatizzazione invernale.
  2. Corretto Dimensionamento del sistema solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria e/o per integrazione al sistema di climatizzazione invernale esistente.

Per il punto 1. di fatto è obbligatoria la rimozione totale del generatore di calore pre-esistente e l’installazione di un altro nuovo, di potenza termica non superiore al 10% della potenza del generatore sostituito, destinato a erogare energia termica alle medesime utenze. Si evidenzia che, al momento dell’intervento, il generatore da sostituire deve essere funzionante e deve erogare l’energia termica alle utenze dell’edificio/unità immobiliare oggetto di intervento. Tuttavia qualora l’impianto sostituito risulti insufficiente per coprire i fabbisogni di climatizzazione invernale, è possibile accedere agli incentivi anche per un impianto potenziato oltre la soglia del 10% (fermi restando i limiti di potenza previsti dal Decreto), purché il corretto dimensionamento del nuovo impianto potenziato sia adeguatamente giustificato nell’asseverazione di un tecnico abilitato alla progettazione degli impianti, di cui dall’art. 6, comma 7, lettera d) del Decreto stesso e che sia al servizio, soprattutto delle utenze precedentemente servite dal generatore sostituito.

In sostanza non è CONSENTITO SOSTITUIRE UN GENERATORE PER LA CLIMATIZZAZIONE INVERNALE CON ALTRO GENERATORE CHE VA A RISCALDARE ALTRI AMBIENTI CHE PRIMA NON LO ERANO CON IL GENERATORE VECCHIO. In tal caso si TRATTA di una PURA NUOVA INSTALLAZIONE E NON PIU’ SOSTITUZIONE ed in tal CASO il CONTO TERMICO è INAPPLICABILE e l’eventuale richiesta viene RIGETTATA!!!

Ad esempio non è consentito sostituire la classica  vecchia stufa a legna che riscaldava solo un ambiente con un nuovo termocamino attaccato al sistema di riscaldamento a radiatori in quanto quest’ultimo presumibilmente va a servire l’intero immobile e non la parte di utenza servita dalla stufa. Tuttavia la vecchia stufa può ovviamente essere sostituita da un nuovo generatore o stufa che scalda sempre lo stesso ed UNICO ambiente riscaldato dalla stufa vecchia.

Stesso discorso con qualsiasi intervento di sostituzione anche altri tipi di generatori come condizionatori, pompe di calore, etc…

Per il punto 2. il Conto Termico, in generale, prevede che gli interventi incentivabili devono essere correttamente dimensionati, sulla base della normativa tecnica di settore in funzione dei reali fabbisogni di energia termica e nella fattispecie tale indicazione è valida anche per gli impianti solari termici di qualsiasi taglia. In tal senso il G.S.E. ha definito una metodologia per verificare il corretto dimensionamento degli impianti solari termici in funzione degli effettivi fabbisogni di acqua calda sanitaria. Di fatto, sulla base dei dati dimensionali dell’edificio si è creato uno strumento semplice e affidabile per l’individuazione preventiva degli interventi che sono considerati direttamente incentivabili oppure che richiedono di ulteriori approfondimenti. Ai fini dell’individuazione di una sorta di criterio di ammissibilità o meno dell’incentivo per l’installazione di sistemi solari termici il G.S.E. introduce un parametro denominato “FATTORE DI DIMENSIONAMENTO” espresso come il rapporto tra la superficie utile dell’edificio (meglio specificato dalla visura catastale) ove è installato o si deve installare l’impianto e la superficie solare lorda dell’impianto stesso. Tale fattore tiene conto sia del rendimento nominale del sistema che del fattore di copertura del fabbisogno di Acqua Calda Sanitaria (ACS) dall’energia solare ma anche dalla radiazione solare del luogo e del reale fabbisogno giornaliero di ACS dell’utenza servita. Tra le ipotesi progettuali più consone viene indicata quella di realizzare un impianto in grado di fornire una copertura del fabbisogno giornaliero invernale pari al 40% che di fatto implica una copertura del 60%-70% del fabbisogno annuo di ACS ed una limitata sovraproduzione estiva. In base a questo criterio sono stati realizzati dei grafici che indicano l’andamento del fattore di dimensionamento in base alla superficie dell’edificio e della zona in cui l’intervento viene o deve essere effettuato (Nord, Centro, Sud Italia) oltre che alla tipologia del collettore e/o sistema utilizzato (es. factory made) . Sostanzialmente per non incorrere ad ulteriori richieste integrative o addirittura al rigetto della pratica (in alcuni casi) il fattore di dimensionamento per l’impianto oggetto di valutazione ovvero di realizzazione deve avere un valore superiore al corrispettivo valore indicato dal grafico considerato.

Per semplificare il concetto appena esposto si riportano nel seguente documento alcuni grafici elaborati dal G.S.E. che sono applicabili per la sola produzione di acqua calda sanitaria realizzati da impianti solari termici realizzati o da realizzare a servizio di immobili di tipo residenziale nelle varie zone di Italia.

 

 

Per qualsiasi dubbio o chiarimento potete contattarci o visitare il nostro sito www.ingcestoneluigi.com