IL Radon Negli Edifici


Perché parlarne?

Il gas Radon è ad oggi, purtroppo, la seconda causa di Cancro al polmone dopo quello causato dal tabacco. Di fatto, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha classificato fin dalla fine degli anni 80 il radon nel Gruppo delle sostanze dichiarate cancerogene per l’uomo. L’esposizione al Radon avviene prevalentemente nei luoghi confinati (o ambienti “chiusi”) come nelle abitazioni e varia in funzione di alcuni fattori come il tipo di terreno, l’area geografica, la tipologia di edificio ovvero dal materiale con cui è stato costruito e dall’assetto degli impianti. Dal gas Radon ci si può per fortuna difendere adottando azioni di risanamento mirate che possono essere molto semplici come le più elaborate e quindi supportate da personale tecnico preposto.

Cosa è il Radon?

Il Radon è un gas “radioattivo”, incolore ed inodore che ha provenienza naturale in quanto si forma nel terreno per “decadimento” o “trasformazione” di un altro elemento ovvero il Radio che a sua volta è generato dall’Uranio. Anche il Radon si trasforma in altre sostanze radioattive dette “figlie” generando quindi una catena di decadimenti che terminano con il Piombo. Durante tali trasformazioni vengono emesse particelle denominate "alfa" che hanno la caratteristica di penetrare solamente nella parte superficiale della nostra pelle ma che possono essere pericolose in caso di irraggiamento interno come eventuali ferite sulla cute, ingestione accidentale di cibi contaminati.

Dove si trova


Il Radon è presente maggiormente:
-nelle rocce,
-nel suolo (soprattutto di origine vulcanico e terreni fortemente permeabili)
-nei materiali da costruzione come il tufo, pozzolane e graniti.
Il Radon tende a concentrarsi negli ambienti chiusi, soprattutto nei locali a contatto con il terreno dove si possono registrare concentrazioni molto significative in caso di bassa aerazione o ricambi di aria proprio per il fatto che il gas penetra nelle abitazioni attraverso crepe, fessure, punti aperti delle fondamenta, tubazioni degli impianti provenienti dal terreno.
Ecco perché le zone interrate, semi-interrate o al piano terreno degli edifici sono particolarmente oggetto di attenzione del fenomeno.
Si possono comunque di individuare degli elementi comuni tipici di ambienti con concentrazioni maggiori di radon, in caso di, abitazione che si trova in una zona con terreni ad elevata componente cristallina come graniti, gneis o tufi oppure costruita su un pendio (colata detritica, deposito detritico con terreni molto permeabili) faglia o un terreno molto fratturato, terreno molto eterogeneo p.es. letto di un fiume o materiale di riempimento.
In generale un terreno molto fratturato, o la prevalenza di sabbia e sassi nello scavo indicano un suolo permeabile.
Questi terreni sono generalmente a rischio radon, anche in zone non espressamente dichiarate tali.
Altri ambienti più colpiti come accennato prima si trovano al piano terra. In questo caso i fattori determinanti sono la tenuta (isolamento) della pavimentazione e quali vie il radon può utilizzare per diffondersi nel resto della casa. Particolare criticità è data presenza di pavimentazione e parti che non garantiscono un buon isolamento dal terreno.

Ma come fa il Radon a penetrare nelle abitazioni?


L’effetto che causa la presenza del Radon negli edifici è sostanzialmente la differenza di pressione dell’aria che si ha tra l’interno e l’esterno degli edifici (“depressione”) in conseguenza della differenza di temperatura tra l’interno e l’esterno dell’edificio detto anche “effetto camino”. Quanto è più caldo è l’interno della casa e freddo l’esterno tanto più marcato è l’effetto camino (ecco perché le concentrazioni di Radon negli edifici è maggiore nel periodo invernale ovvero nelle prime ore del mattino). Vi è un altro effetto che provoca la presenza del Radon negli ambienti abitativi ed è il vento, che anche esso creando una differenza di velocità dell’aria tra esterno ed interno della casa crea una leggera “depressione” richiamando il Radon dal terreno. Pertanto proprio per la presenza di tali fenomeni la concentrazione del Radon negli edifici è molto variabile sia a livello giornaliero che stagionale e tale caratteristica va ad inficiare sulle metodologie per il suo corretto monitoraggio che comporta una durata tipicamente annuale.

I Rischi per la salute


L'aria che respiriamo contiene diverse sostanze tra le quali anche il Radon. Come già introdotto molti terreni e molti materiali da costruzione emanano in continuazione una certa quantità di tale gas, che all'aperto si disperde in atmosfera, diluendosi in un grandissimo volume d'aria dove ha una bassissima concentrazione; al contrario, se penetra negli edifici si concentra nell'aria interna ad essi, arrivando anche ad assumere concentrazioni pericolose. A causa del decadimento radioattivo naturale del Radon, nell'aria che inaliamo si trovano sia Radon che i prodotti di tale decadimento. Tali prodotti di decadimento, si depositano facilmente sulle pareti dei bronchi e dei polmoni ed entro circa mezz'ora decadono emettendo radiazioni ionizzanti, soprattutto radiazioni alfa, che possono colpire e danneggiare il DNA delle cellule. La maggior parte dei danni al DNA viene riparata da appositi meccanismi cellulari, ma alcuni di essi possono persistere e con il tempo svilupparsi in un tumore polmonare soprattutto se le concentrazioni sono tali da non dare più la possibilità all’organismo di riparare le cellule polmonari danneggiate.
Sono stati effettuati studi epidemiologici anche sulla popolazione esposta al Radon nelle abitazioni. I principali risultati di questi studi, sulla cancerogenicità, sono i seguenti:
- aumenta proporzionalmente all'aumentare della concentrazione di Radon;
- aumenta proporzionalmente alla durata dell'esposizione;
- avviene proporzionalmente rispetto alla “normale” frequenza dei tumori polmonari, mantenendone quindi la distribuzione per età;
- il rischio di tumore polmonare è molto più alto, circa 25 volte, per i fumatori rispetto ai non fumatori.
L'Istituto Superiore di Sanità ha stimato che, in Italia, il numero di casi di tumore polmonare attribuibili all'esposizione al Radon, è compreso tra 1.000 e 5.500 ogni anno.

Come si misura


Non è possibile prevedere con precisione la quantità di questo gas presente in una data abitazione, inoltre, è impossibile avvertire la presenza di Radon mediante i sensi. Di conseguenza, per sapere quanto Radon c'è in una data abitazione è necessario eseguire misure del suo livello nell' aria, espresso come "concentrazione in aria", mediante opportuni sistemi e metodologie di misura. In generale la conoscenza della concentrazione di Radon in un'abitazione consente di valutare l'opportunità o meno di intraprendere eventuali azioni di rimedio.Esistono diversi strumenti di misura per la rilevazione della concentrazione del Radon negli ambienti:
-dosimentro “passivo”: I dosimetri passivi sono strumenti di piccole dimensioni e non necessitano di alimentazione elettrica. Forniscono un valore medio della concentrazione di Radon nell'aria nel periodo di esposizione, definito anche "periodo di campionamento". I dosimetri sono costituiti da un contenitore di materiale plastico, di modeste dimensioni, leggero, il quale ospita un elemento sensibile al Radon, chiamato rivelatore a tracce. Questi strumenti non emettono alcuna sostanza o radiazione, quindi totalmente innocui, ma reagiscono al radon presente nell'ambiente. I dosimetri possono essere collocati in un locale, per un determinato periodo di tempo (auspicabile un anno), al termine del quale sono restituiti al laboratorio accreditato (ai sensi del D.lgs n° 230/1995) per effettuare l'analisi ed ottenere il valore medio di concentrazione di Radon nell’ambiente o locale oggetto di monitoraggio.
-strumentazione attiva: per misure di screening di breve durata e per monitoraggi in continuo. Queste misurazioni sono volte ad analizzare l'andamento della concentrazione di Radon nel tempo, allo scopo di pianificare interventi di bonifica in edifici con elevati valori di concentrazione del gas. La strumentazione attiva, la quale necessita di alimentazione elettrica, effettua un campionamento dell'aria e un conteggio, attraverso un rivelatore, delle radiazioni emesse dal Radon in essa contenuto: in tal modo si ottiene una misura istantanea della concentrazione in aria. Il suo utilizzo richiede in ogni caso la presenza di personale specializzato e adeguatamente attrezzato.

Cenni sulla sua eliminazione

Fortunatamente esistono delle metodologie e/o azioni di rimedio, per gli edifici esistenti, alla riduzione del Radon, che si suddividono sostanzialmente in:
-azione di rimozione con sistematica ventilazione/miscelazione con aria esterna effettuata prevalentemente con ventilatori o aeratori opportunamente dimensionati e adeguatamente collocati nei locali dell’immobile oggetto di risanamento.
-azioni di riduzione di ingresso del Radon ad esempio mediante sigillatura delle vie di ingresso con opportune guaine di contenimento (“Radon Barrier”) delle pareti in prossimità del suolo.
In generale non esistono edifici, quindi, o situazioni in cui non sia possibile effettuare un eventuale opera di risanamento. A seconda dei valori di concentrazione desunti dagli eventuali monitoraggi effettuati è possibile determinare con l’aiuto anche di un tecnico esperto, la soluzione mirata ed efficace ai fini del risanamento da Radon nell’ambiente contaminato.
Relativamente agli edifici in costruzione è ovvio che non si parla di opere di risanamento ma di soluzioni preventive atte a ridurre se non eliminare l’ingresso del Radon soprattutto negli ambienti “chiusi” ovvero a ridosso con il terreno. La maggior parte delle soluzioni vengono effettuate contestualmente alla realizzazione della fondazione mediante sistemi di drenaggio del Radon.

Cenni sulla Legge Regionale n° 13/2019 della Regione Campania


Mediante la recente Legge Regionale del 8 Luglio 2019 n° 13 in vigore dal 16 Luglio 2019, la Regione Campania recependo la direttiva 2013/59/Euratom (Art. 54, comma 1) fissa livelli di esposizione al gas Radon sia per le nuove costruzioni che per quelle oggetto di interventi di ristrutturazione contestualmente ad azioni di monitoraggio e risanamento per gli edifici esistenti non residenziali. Relativamente agli edifici esistenti ed in particolare:
a) quelli destinati all’istruzione come asili nido e le scuole di ogni ordine e grado.
b) quelli interrati, seminterrati e locali al piano terra e aperti al pubblico.
con esclusione di quelli residenziali e dei vani tecnici destinati agli impianti, i relativi esercenti, ovvero i titolari delle attività situate negli edifici coinvolti sia che siano proprietari o in affitto o comodato, a partire dal 16 Ottobre 2019, sono tenuti ad effettuare le misurazioni sui livelli di concentrazione di gas radon. Per gli edifici di cui alla lettera b), in particolar modo, i monitoraggi da svolgere sono di tipo “passivo” su base annuale suddivisi in due semestri con successiva trasmissione formale dei risultati al Comune di appartenenza e ad ARPA Campania della ASL di riferimento. L’inadempienza di tale misurazione comporta la sospensione della certificazione di agibilità. Inoltre in caso di misurazioni che indicano livelli di concentrazione di radon superiori a quelli prefissati il proprietario dell’immobile è tenuto a presentare al Comune il progetto di risanamento completo di tutti gli elaborati e descrizione delle opere previste. La Legge Regionale non coinvolge le unità residenziali, in quanto in Italia, purtroppo non esiste una normativa specifica ma si applica una Raccomandazione dell’Unione Europea che indica i valori oltre i quali si “raccomanda” di intraprendere le eventuali azioni di risanamento.

DOMANDE? DUBBI?

Contattateci per avere informazioni generali sul Radon oppure sulle modalità di monitoraggio stabilite dalla Regione Campania

inserire il dato se si preferisce essere ricontattati telefonicamente.

obbligatorio per il calcolo dell'incentivo

Si ricorda che, i dati personali comunicati tramite la compilazione del modulo di richiesta contatto saranno trattati da Ing. Cestone Luigi, in modo da garantire la sicurezza e la riservatezza dei dati stessi, nel rispetto di quanto previsto dal Codice in materia di protezione dei dati personali (Regolamento Europeo (UE) 2016/679). Il trattamento avverrà mediante la consultazione e l’elaborazione sia in forma cartacea che informatica, il cui accesso è sotto controllo. Specifichiamo che il conferimento dei dati da parte degli utenti è facoltativo, ma è tuttavia indispensabile per la finalizzazione della richiesta di contatto a Ing. Cestone Luigi. Si potrà richiedere in qualsiasi momento l’aggiornamento, la modifica, l’integrazione, la cancellazione dei suoi dati, secondo quanto previsto, inviando un e-mail all’indirizzo info@ingcestoneluigi.com.