Bonus fiscali 2020: Proroghe e novità (Bonus facciate 90%)
3 Gennaio 2020
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Ecobonus (65%), Bonus Casa e Conto Termico: Incentivi decurtati per i nuovi edifici.

Tra gli innovativi meccanismi incentivanti che hanno permesso in questi ultimi anni di poter effettuare importanti e significativi investimenti di riqualificazione energetica e di installazione di impianti ad energie rinnovabili sugli edifici situati nel nostro territorio nazionale, sono stati e sono tutt’ora sicuramente l’Ecobonus (65%), il Bonus Casa (50%) relativamente agli interventi finalizzati al risparmio energetico (es. impianti fotovoltaici, biomasse) ed il Conto Termico. Mentre il primo ed il secondo sono sostanzialmente uno sconto ai fini IRPEF o IRES distribuito equamente in 10 anni sul 65% o 50% dell’importo fino a quote stabilite dalla normativa, il terzo meccanismo esclusivo ai primi due, è di fatto un contributo versato sul proprio conto corrente di importi variabili in base sommariamente alla tipologia di intervento ed al luogo in cui viene effettuato. Tuttavia questi incentivi così importanti quanto convenienti non sono del tutto applicabili alle nuove costruzioni o in caso di ristrutturazioni rilevanti. Vediamo questo aspetto nel dettaglio.

Tante volte mi sono trovato a fornire indicazioni di clienti che hanno recentemente terminato di costruire la propria abitazione e in quel contesto valutare la fattibilità di poter accedere agli incentivi sopra indicati magari per installare un impianto fotovoltaico o un impianto solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria piuttosto che una pompa di calore o una caldaia a condensazione per il riscaldamento e purtroppo mi sono visto costretto a dare informazioni non confortanti. Di fatto con il Decreto Legislativo 28/2011 entrato in vigore il 29 Marzo 2011 i progetti di edifici di nuova costruzione ed i progetti di ristrutturazioni rilevanti degli edifici esistenti prevedono ovvero OBBLIGANO l’utilizzo di fonti rinnovabili per la copertura dei consumi di calore, di elettricita’ e per il raffrescamento secondo i principi minimi di integrazione e le decorrenze stabiliti dal Decreto stesso. Ricordiamo che per edificio di nuova costruzione si intende un edificio per il quale la richiesta del pertinente titolo edilizio sia stato presentato dopo l’entrata in vigore del Decreto citato (29 Marzo 2011) mentre per ristrutturazione rilevante si intende una ristrutturazione che coinvolge edifici demoliti e ricostruiti e quelli con superficie utile maggiore di 1000 mq.

La normativa infatti indica che nel caso di edifici nuovi o edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, gli impianti di produzione di energia termica devono essere progettati e realizzati in modo da garantire il contemporaneo rispetto della copertura, tramite il ricorso ad energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili, del 50% dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria e delle seguenti percentuali della somma dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento:

  1.  il 20 per cento quando la richiesta del pertinente titolo edilizio e’ presentata dal 31 maggio 2012 al 31 dicembre 2013
  2.  il 35 per cento quando la richiesta del pertinente titolo edilizio e’ presentata dal 1° gennaio 2014 al  31 dicembre 2017
  3. il 50 per cento quando la richiesta del pertinente titolo edilizio e’ rilasciato dal 1° gennaio 2018.

Tali obblighi tuttavia non possono essere assolti tramite impianti da fonti rinnovabili che producano esclusivamente energia elettrica la quale alimenti, a sua volta, dispositivi o impianti per la produzione di acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento. Infine anche per gli impianti fotovoltaici ad esempio che devono essere obbligatoriamente installati sopra o all’interno dell’edificio o nelle relative pertinenze, la potenza elettrica misurata in kW, e’ calcolata secondo quote progressive indicate dal Decreto sempre dipendenti dal periodo in cui è stato presentato il pertintente titolo edilizio.

Pertanto, la legge nell’imporre questi OBBLIGHI specifica che, nel caso di edifici nuovi ovvero che siano sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, il calcolo degli incentivi del Conto Termico e delle detrazioni previste (Ecobonus 65% o Bonus Casa 50%) ad esempio per l’installazione di impianti di produzione di energia termica o fotovoltaica o in generale che utilizzano le fonti rinnovabili sia riconosciuta, e debba essere riconosciuta, solo per la parte eccedente quella obbligatoria che le fonti rinnovabili devono coprire per legge. Tali quote dovranno essere certificate e documentate formalmente mediante calcoli ed asseverazioni effettuate da tecnici abilitati nonchè dai progettisti.

E’ evidente che in queste determinate situazioni gli incentivi se non subiscono decurtazioni in percentuali stabilite in seguito alla presentazione delle relative documentazioni citate sicuramente diventano nella maggior parte dei casi inapplicabili.

Tutto questo rientra quindi nella direttiva di incentivare la riqualificazione energetica o il recupero degli edifici esistenti (vedi anche bonus facciate 90%) o del nostro patrimonio edilizio esistente piuttosto che quello di premiare edifici di recente costruzione dove tali riqualificazioni sono tuttavia obbligatorie se non imposte anche dalle normative europee.